TRASPORTO PUBBLICO - L'assessore regionale ai trasporti Ceccobao a Lucca per spiegare la riforma del tpl

"Senza la riforma avremmo avuto solo tagli, con la riforma diamo un futuro al trasporto pubblico in Toscana", così l'assessore regionale ai trasporti Luca Ceccobao ha aperto la conferenza stampa di presentazione dell'Intesa raggiunta con Province e Comuni nella Conferenza regionale dei servizi per il tpl.
"Solo il 6% dei lavoratori toscani usa il bus per andare a lavoro - spiega Ceccobao - e questo è un dato che deve assolutamente crescere. La riforma del tpl è nata dalla necessità di reagire ai tagli del Governo, e ci ha costretti a ripensare e ridisegnare un servizio che era diventato economicamente non più sostenibile, e poco aderente alle esigenze attuali dell'utenza. Per questo abbiamo mirato a potenziare i servizi urbani, quelli per i lavoratori pendolari e per gli studenti, abbiamo addirittura aumentato i servizi nelle città e vogliamo introdurre servizi innovativi per non lasciare isolate le aree a bassa domanda, le frazioni, i comuni montani. Grazie allo sforzo progettuale degli enti locali e della Regione, alla fine riusciremo a dare alla Toscana 100 milioni di km di rete bus, quindi oltre il 95% della rete attuale, con un risparmio di 50 milioni di euro".
L'ORGANIZZAZIONE DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE IN PROVINCIA DI LUCCA
I risultati oggi raggiunti nel trasporto pubblico locale sono frutto di un lungo lavoro e di trattative portate avanti e coordinate dall'amministrazione provinciale che ha fatto tesoro dell'attività svolta dall'assessorato provinciale nella gestione del contratto di servizio nel quinquennio passato, durante il quale ha più volte gestito situazioni di estrema difficoltà con i servizi di livello locale e la necessita' di razionalizzare il servizio per non incrementare i costi di trasporto a carico dell'utenza.
La Provincia è giunta a questi risultati grazie al lavoro di squadra con i comuni ma anche grazie al buon esito di una transazione sugli oneri aggiuntivi che ha consentito anche di mettersi al riparo da eventuali contenziosi futuri.
L'accordo raggiunto prevede, infatti, la compensazione dei maggiori costi derivanti dall'imposizione dell'obbligo di servizio fino al 30 settembre 2012 per la somma di 3,4 milioni di euro anziché gli iniziali 3,6 richiesti per il solo 2011.
LA TRANSAZIONE CON VAIBUS E IL LAVORO CON LA REGIONE TOSCANA
Nella primavera del 2010, dopo un lungo contenzioso relativo alle compensazioni in merito al mancato equilibrio economico del contratto che aveva riguardato i cinque anni precedenti sulla gestione del contratto di servizio tra Provincia e Vaibus, che aveva raggiunto cifre esorbitanti, la Provincia è riuscita, attraverso la riorganizzazione del servizio e una transazione a rimettere in piedi in modo consensuale il contratto di trasporto pubblico. Inoltre, grazie ad una razionalizzazione del programma di esercizio della rete di trasporto pubblico si è giunti alle condizioni di poter bandire una gara provinciale.
In conseguenza della decisione della Regione Toscana di bandire una gara per un lotto unico regionale da un lato, e dei primi pesanti tagli dello Stato sulle regioni dall'altro, che hanno determinato la non conferma delle risorse necessarie ad esperire la gara da parte della Regione Toscana, la Provincia si è trovata costretta a revocare la gara già avviata e ad imporre l'obbligo di servizio per poter garantire la continuità del servizio stesso. A fronte di questo, Vaibus ha richiesto il pagamento di pesanti oneri aggiuntivi in quanto, in base alla normativa comunitaria, la stessa pretendeva la corresponsione per il servizio imposto di un indennizzo che coprisse totalmente le spese sostenute dall'azienda di trasporto. Grazie ad una lunga transazione, si è giunti ad un accordo che prevede il pagamento di 3,4 milioni di euro per tutto il 2011 e fino al 30 settembre 2012.
Parallelamente, il lavoro portato avanti con la Regione Toscana e l'adozione, da parte di questa, di tutta una serie di specifici criteri per la definizione della rete dei servizi da mettere a gara per la scelta del gestore unico regionale per i prossimi nove anni ed in particolare il lotto di gara che intessa il territorio provinciale, ha fatto sì di poter garantire per il futuro il servizio di trasporto pubblico in provincia di Lucca.
I PROGETTI SUL TERRITORIO PROVINCIALE
All'interno di questo quadro, al fine di migliorare le performance del servizio nelle aree urbane, intese non solo come centro storico e immediata periferia del comune capoluogo ma come ambito territoriale di area vasta, le zone della piana lucchese e del sistema costiero versiliese, è in corso un intenso lavoro per realizzare due progetti di mobilità urbana di area allargata, orientati a favorire omogenee possibilità di accesso ai poli di maggiore attrazione da parte dei cittadini che abitano nelle aree interessate dalle direttrici principali di trasporto.
Si tratta dei servizi che, puntando sull'interscambio con i nodi ferroviari, collegano i principali centri attrattori delle aree urbane intese nel piu' ampio contesto della città diffusa favorendo l'accesso ai presidi ospedalieri, ai poli scolastici, alle principali aree produttive, ai centri dove sono ubicati i servizi amministrativi di livello sovracomunale il cui collegamento deve essere garantito attraverso corse con frequenze medio-alte in relazione agli orari di apertura degli uffici, delle scuole, delle aziende e degli altri servizi.
Un servizio che si rivolge in prima istanza agli studenti e ai lavoratori, ma che tende a fornire un livello di servizio adeguato alle esigenze dei cittadini che devono usufruire dei principali servizi con l'obiettivo di incrementare il numero di passeggeri.
In particolare:
-Versilia costiera: che dovrebbe integrare l'attuale tpl urbano di Viareggio con quello degli altri comuni costieri garantendo l'accessibilità all'ospedale unico della Versilia e prevedendo i principali nodi di interscambio presso le stazioni ferroviarie di Viareggio e Pietrasanta già attrezzate per lo scambio gomma-ferro. Allo studio anche l'integrazione con i servizi di adduzione che collegano i principali centri di interscambio con le frazioni più decentrate i cui collegamenti saranno assicurati anche mediante servizi del tipo a chiamata con tipologie di mezzi tipo autovettura o minibus.
-Piana di Lucca: che integrerà l'attuale servizio urbano della città con i comuni dell'hinterland lucchese (Capannori, Porcari, Altopascio. Montecarlo) e che vedrà al centro della riforma i collegamenti necessari con il nuovo ospedale della piana nell'area di San Filippo. Anche in questo caso sono allo studio, oltre alla rete a più alta mobilita', integrazioni con i servizi di adduzione che collegano i principali centri di interscambio con le frazioni più decentrate, che potranno essere garantiti attraverso collegamenti mediante servizi del tipo a chiamata e con l'impiego di tipologie di mezzi quali autovetture o minibus in modo da promuovere una maggiore sostenibilità delle reti a più debole utenza.
Oltre alla rete dei servizi e' allo studio anche la realizzazione di infrastrutture necessarie a garantire un idoneo livello di servizio del mezzo pubblico, quali corsie preferenziali per gli autobus che saranno dotati anche di impianti a chiamata per i semafori in modo da velocizzare il transito dei servizi di trasporto pubblico e renderlo competitivo rispetto al mezzo privato.
ALCUNI DATI SUL PROGETTO DI TRASPORTO PUBBLICO EXTRAURBANO SUL TERRITORIO:
-5 milioni di chilometri di rete strutturata nel cosiddetto "progetto dei binari del tpl" (servizio extraurbano strutturato simile a un vero e proprio servizio ferroviario quanto a orari e affidabilità, destinato principalmente a soddisfare le necessità di studenti, pendolari, nella fascia di forte utilizzo).
-1 milione e 100 mila chilometri di servizi classificati come rete debole per coprire le necessità specifiche dell'area montana della Garfagnana, dell'alta Versilia e della fascia collinare della piana lucchese.

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